Traditions across Europe-an eTwinning project

“Science and technology revolutionize our lives, but memory, TRADITION and myth frame our response.” (Arthur Schlesinger Jr.)

Our grandparents’ games and toys in Francavilla/I giochi e i giocattoli dei nostri nonni a Francavilla June 13, 2009

Filed under: Old games and toys,Old traditions — Mario @ 1:40 pm

Quante volte ci siamo sentiti dire dai nostri genitori o dai nostri nonni:” Ma che giochi fate, i nostri sì che erano giochi !”. Ora ci è venuto il desiderio di conoscere i loro giochi ed è per questo che abbiamo deciso di intervistare i nostri nonni  per conoscere e riproporre a noi stessi il loro modo di trascorrere il tempo e il loro modo di divertirsi. Li abbiamo intervistati e ci siamo convinti che avevano ragione. Noi trascorriamo troppo tempo in solitudine davanti al televisore mentre loro stavano sempre in compagnia in mezzo alla strada, dalla mattina alla sera . Giocavano e si divertivano un mondo. I loro giochi erano coinvolgenti, spesso pericolosi, ma quasi sempre molto interessanti, da tutti i punti di vista, in quanto erano giochi che prevedevano fantasia, intelligenza,tattica, abilità, resistenza e persino creatività. Già, perché il più delle volte erano loro stessi che dovevano costruire i loro giocattoli, dal monopattino alla carrozza, dalla fionda all’arco con le frecce, dal pallone costruito con staccë al ruòllë, ecc. Noi abbiamo provato a rifare i loro giochi e abbiamo constatato che erano davvero bravi nell’eseguirli.  Li abbiamo rifatti nelle nostra palestra, con il tappeto in gomma, con le scarpe da ginnastica ai piedi, con il materasso per attutire eventuali cadute, e tuttavia abbiamo incontrato molte difficoltà. Essi, invece, li eseguivano in mezzo alla strada selciata, con ai piedi pesanti scarponi, senza tuta e soprattutto senza materassino per attutire delle cadute che sicuramente ci sono state. 

How many times we heard to say to us by our parents or our grandparents: “But what games you play, ours, certainly, were games!” Now the wish to know their games was born in ourselves and that’s why we decided to interview our grandparents to know and repropose  to ourselves their way to spent the time and have fun. We interviewed them and convinced ourselves that they were right. We spent our time in loneliness  opposite the television as they always  stayed in company on the road , from the morning to the evening. They played  and had a lot of fun. Their games were captivating , often dangerous, but quite always very interesting, from every point of view, as they were games that provided fantasy, intelligence, tactic, ability, resistance and even creativity, Yes, because the more of the times they had to make their toys for themselves, from the scooter to the carriage, from the catapult to the bow with the arrows, from the ball made with the “staccë”( flat stones) to the “ruòllë” (tumble), etc. We tried to replay their games and realized they were really good at playing them.  We replayed them in our gym, with the gum carpet, with the trainers at our feet, with the mattress to cushion the falls, and all the same we had many difficulties. They, instead, played them on the paved street, with at their feet heavy boots, without track suit and moreover without mattress to cushion the falls that surely there have been.

 I questa presentazione, da noi realizzata, tutto ciò che abbiamo trovato/ In this presentation, made by ourselves, all  what we found out:

Our grandparents’games and toys in Francavilla

 In questi filmati, anch’essi realizzati da noi, tutti i nostri giochi in palestra/In these videos, also made by ourselves, all our games in the gym:

foto / Photos

Video 1

Video 2

La musica, nella presentazione ed in uno dei video, è suonata con strumenti tipici del nostro artigianato locale: fischietto, zampogne e totarella.

The music, in the powerpoint and in  one of the videos, is played with typical instruments of our local handicraft: whistle, bagpipes and “totarella” ( a kind of recorder).

mostra pollino 123

mostra pollino 108

 

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

 

 

 

 

         Zampogne / Bagpipes                                                        Totarella / Recorder

Guarda anche su / Also look at sulsinni.com

 

Mario, Gina e la classe 5^B- Scuola Primaria “A. Ciancia” – Francavilla in Sinni (PZ) – Italia

 

Alberi, Presepi e Decorazioni natalizie/ Trees, Cribs and Christmas Decorations December 21, 2008

Filed under: Christmas — Mario @ 3:04 pm

Dai primi giorni di dicembre fino all’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie, gli alunni di tutte le classi della nostra scuola primaria “A. Ciancia” e della scuola dell’infanzia “G. Rodari” sono stati impegnati in attività  didattiche riguardanti il Natale. Insieme agli insegnanti, nelle varie classi, hanno addobbato alberi, allestito presepi, decorato le finestre, realizzato biglietti augurali e piccoli regali con le proprie mani per i loro genitori, intonato canti natalizi, preparato drammatizzazioni, imparato poesie, ricercato informazioni… il tutto per vivere tutti insieme, nel modo più consapevole e sentito,  questo particolare momento dell’anno.

From the first days of December till the last day before the Christmas holidays, the pupils of all the classes of our “A. Ciancia” primary school and of the”G. Rodari” infant school were busy in didactical activities referred to Christmas. With all the teachers , in the various classrooms, they put up trees, set up cribs, decorated windows, made Christmas cards and little gifts with their own hands for their parents, sang Christmas carols, prepared dramas, learnt poems, searched information … everythings to live all together, in the most conscious and heartfelt way, this particular time of the year.

Ecco alcune foto/Here are some photos:

ll clima di preparazione al Natale  non è stato vissuto dagli alunni  solo a scuola ma anche nelle proprie case. Anche lì, ognuno ha preparato il proprio presepe, il proprio albero, le proprie decorazioni in attesa del grande evento. I bambini della classe 5^B hanno fotografato alcuni dei loro preparativi.

 The Christmas preparation atmosphere hasn’t been lived by the pupils only at school but in own homes as well. Also there, each one prepared his own crib, his own tree, his own decorations waiting  for the great event. The class 5 B children photographed some of their preparations.

Scuola Primaria “A. Ciancia” Francavilla in Sinni(PZ) – Italia

 

8 Dicembre:”A Madònnë ‘i Përtusavùttë” /8th December:The Virgin of “barrel broacher” December 16, 2008

Filed under: Old traditions — Mario @ 3:53 pm

L’8 dicembre, nel nostro paese, si festeggia una madonna particolare: “A Madònnë ‘i Përtusavùttë”( La Madonna del buca botte). E’ così che è stata denominata la festa dedicata all’Immacolata Concezione: una ricorrenza particolare per una festa particolare.
Da sempre questa ricorrenza si festeggia sia in chiesa, dai devoti, sia in cantina, da un altro tipo di fedeli: i devoti del dio Bacco.
In questo giorno, infatti, gli amici ed i parenti si riuniscono e vanno “ in processione” da una cantina all’altra per assaggiare il vino novello, degustandolo con “cannarìchëlë”(frittelle tipiche), biscotti, noci, formaggio e altri “companatici” della cultura contadina locale.
Già, perché è proprio questa cultura che ci tramanda questi particolari tipi di festeggiamenti, feste pagane miste a ricorrenze religiose.
In questi giorni in effetti si vuole ricordare la necessità di dare sfogo al bisogno di bere un bicchiere di vino da parte dei nostri antenati, gente povera che viveva di povere cose e si accontentava di povere cose.
Ognuno di loro, infatti, provvedeva a rifornire la propria piccola cantina con un po’ di vino che veniva poi consumato con parsimonia dei giorni di festa, allorquando si assumevano degli operai per i lavori dei campi e nella ricorrenze particolari, come l’uccisione del maiale, i compleanni, ecc.
Il vino, però, era così poco che non arrivava alla fine dell’estate e quindi si aspettava con impazienza l’8 dicembre per poter spillare le botti e gustare un buon bicchiere di vino in compagnia di cari amici.
On 8th December , in our town, we celebrate a particular Virgin: “The Virgin of Barrel broacher”. The festivity dedicated to the Immaculate conception Virgin has been named in this way : a particular anniversary for a particular festivity.
This festivity is always celebrated whether in the church, by the believers, or in the cellar, by another kind of believers: the boozers.
In this day, in fact, friends and relatives gather and go “in procession” from a cellar to an other to taste the new wine, tasting it with “cannarìchëlë”(typical pancakes),salty biscuits, nuts, cheese and other “something to eat (with bread)” of the local peasant culture.
Yes, because it’s just this culture that hands down these particular kinds of celebrations, pagan festivities mixed to religious festivities.
During these days, in effect, they want to remember the necessity of giving vent to our forefathers need of drinking a glass of wine, poor people that lived of poor things and was content with poor things.
Each one of them, provided to supply their own little cellar of a little of wine that was then drunk with frugality during the days of feast, when they assumed farmers for the farm works and in the particular festivities, like the pig killing, the birthdays, etc.
However, the wine was so little that it didn’t arrive to the end of summer and therefore they waited with impatience the 8th December to be able to broach the barrels and taste a good glass of wine with dear friends.

Anche noi , con il nostro maestro, siamo andati a vedere in una cantina tipica come si spilla una botte per assaggiare il vino Novello.Ecco alcune foto:/We also went, with our teacher, to see how  to broach a barrel and taste the new wine in a typical cellar.Here are some photos:

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 Ecco la botte ed il suo tappo di legno ( ‘a prëcìĉĉhjëlë)/Here’s he barrel and its wooden cap (prëcìĉĉhjëlë)pict0027

 Si toglie il tappo di legno(  ‘a prëcìĉĉhjëlë) con delle tenaglie /The wooden cap is left with some pincers

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Ci avviciniamo curiosi per vedere meglio /We approch curious to see better

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Il vino novello sgorga dalla botte / The new wine overflows from the barrel

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Che bel colore rosso! / What a beautiful red colour!

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 Il vino non è ancora pronto e viene di nuovo versato nela botte/The wine isn’t ready yet and is poured again in the barrel

Classe 5^B -Scuola Primaria “A.Ciancia” – Francavilla in Sinni (PZ)-Italia

 

Alle porte del Pollino/ At the Pollino doors December 5, 2008

Filed under: events,Traditional costumes,Typical products — Mario @ 4:43 pm

Nei giorni 17-18 e 19 ottobre, presso il ristorante S. Nicola di Francavilla in Sinni (PZ), si è tenuto una interessantissima manifestazione dal titolo “Alle porte del Pollino” a cui hanno partecipato autorità politiche, artigiani , imprenditori e allevatori di numerosi paesi.

I visitatori, accorsi numerosi nei tre giorni della manifestazione, hanno avuto modo di osservare splendidi animali quali cavalli, mucche, vitelli, pecore, capre, conigli, lepri e persino esemplari di asini, un animale ormai scomparso dalle nostre zone, di gustare le specialità tipiche locali, quali biscotti, ciambelle, pizze, formaggi, castagne, carne alla brace, salsicce ed altro che i numerosi stands mettevano a loro disposizione, e di ammirare numerosi e splendidi prodotti dell’artigianato zonale, dai costumi antichi della signora Lofrano di Francavilla ai campanacci per bovini, dalle splendide zampogne del liutaio terranovese ai ferri per le zampe dei cavalli, dai pizzi e merletti alla pasta casereccia, e così via, in un continuo

mescolarsi di colori e profumi.

I tre giorni della manifestazione sono stati resi più piacevoli dalla presenza di numerosi cavallerizzi che hanno dato spettacolo con i loro cavalli e che hanno accompagnato i ragazzi, anche i più piccoli, a fare nuove esperienze avvicinandoli ai loro animali e facendo loro compiere qualche passeggiata sulla loro groppa.

La presenza della banda locale, diretta dal prof. Pisani, ha allietato la manifestazione con brani musicali di alto livello.

Nel corso della manifestazione non è mancato il momento culturale tenuto all’interno della sala del ristorante S. Nicola dove politici, veterinari e persone della cultura hanno parlato dell’importanza dei prodotti tipici locali e delle loro caratteristiche. In questa occasione è stata presentata anche una interessante raccolta fotografica sul cavallo, opera del sig. Rocco Giorgio.

During the days 17th-18th and 19th October, in the S. Nicola restaurant of Francavilla in Sinni (PZ), a very interesting performance, named “alle porte del Pollino” ( At the Pollino doors”, in which political authorities, craftsmen, managers and breeders from many towns participated, took place.

The visitors, arrived numerous during the three days of the performance, could looked at wonderful animals like horses, cows, calves, sheep, goats, rabbits, hares and even specimens of donkey, an animal now disappeared in our zones, taste the typical local goods like biscuits, scones, pizza, cheese, chestnuts, barbecued meat, sausages and others that the many stands put at their disposal, and admire numerous and wonderful products, of the local handicraft, from the Francavilla Mrs. Lofrano’ s ancient costumes to the cowbell, from the Terranova maker of stringed instruments’ wonderful bagpipes to the horseshoes, from the laces to the homemade pasta, and so on, in a continuous mixing of colours and scents.

The three days of the performance were made more pleasant by the presence of many horsemen that make spectacle with their horses and that accompanied the kids , even the younger, to do new experiences drawing them near their animals and letting them ride on their back.

The presence of the local band, conducted by the Prof. Pisani, gladdened the performance with musical pieces of high quality.

In the course of the performance the cultural moment didn’t miss and took place inside the hall of the “S. Nicola” restaurant where politicians, vets and culture people talked about the importance of typical local products and about their peculiarities.

In this occasion has been also shown an interesting collection of photos about the horse, Mr. Rocco Giorgio’s work.


La banda / The Band

Danza in costume / Dance in costume

Il suono delle zampogne /The bagpipes sound

 Ballo locale: La Tarantella/Local dance: The Tarantella

Artigianato natalizio/ Christmas handicraft :sulsinni.com

Classe 5^B -Scuola primaria “A. Ciancia”- Francavilla in Sinni (PZ)-Italia

 

 

The Fallen Day: 4th November/ La Festa dei Caduti: il 4 novembre November 5, 2008

Filed under: National Days — Mario @ 11:48 pm

Il 4 novembre, importante data storica per l’Italia, si celebra l’armistizio del 1918 che pose fine alla Prima Guerra Mondiale. In questa occasione si è soliti ricordare quanti hanno dato la loro vita per la Patria e celebrare con sfilate, deposizione di corone vicino ai monumenti dei caduti, L’alzabandiera, l’intonazione dell’Inno nazionale con la mano sul cuore,  discorsi per ricordare il passato. Quest’anno anche noi abbiamo partecipato ad una manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale.

 On the 4th November, important historical date for Italy, we celebrate the 1918 armistice that ended the First World War. In this occasion  we usually remember all the people gave their lives for the Country and and celebrate with parades, leaving wreaths next to the war memorials, the flag-raising ceremony, the intonation of the National Anthem with our hand on our heart and speeches to remember the past. This year we also partecipate to a ceremony organized by the municipal authority.

 Ecco alcune immagini della cerimonia/ Here are some of images of the ceremony:

Classe 5^B- Scuola Primaria “A. Ciancia”- Francavilla in Sinni (PZ) – Italia

 

Water supply at our grandparents’ times/Approvvigionamento dell’acqua ai tempi dei nostri nonni June 17, 2008

Al tempo dei nostri nonni, nessuno aveva l’acqua corrente in casa, per cui occorreva approvvigionarsi recandosi alle fontane pubbliche: I recipienti utilizzati erano diversi a seconda della quantità d’acqua che si desiderava portare: c’era ù varrilë u gùmmëlë, a јáschë,‘”a langèllë” ecc.

Con questo lavoro abbiamo voluto ripercorrere questa esperienza ,nel nostro centro storico, utilizzando i recipienti dell’epoca e con alcuni bambini vestiti con il caratteristico costume locale.

At our grandparents times, nobody had  flowing water in his home, therefore they needed to supply going to the public fountains: the  containers they used were different in order to the quantity of water they wanted to get: there was ù varrilë (  the barrel), u gùmmëlë( the jar), a јáschë( the flask),‘a langèllë” ( the earthware jug) etc.

With this work we wanted to go along this experience, in our old town centre, using the containers of that epoch and with some children dressed  up in the local traditional costume.

Abbiamo selezionato alcune delle immagini che proponiamo ai nostri partners.

 We selected some of the images we propose to our partners.

I bambini posano per una foto ricordo presso una casa tipica dell’epoca.

The children are posing for a photo to keep as a souvenir near a typical house of that epoch.

Portiamo a casa l’acqua con ù varrilë ,   ( contenitore a doghe di legno) e con u gùmmëlë ( contenitore in terracotta).

Let’s get home the water with the varrilë (wooden stave container) and the gùmmëlë(earthenware container).

Una sosta per dissetarsi.

A stop to quench our thirst.

In posa presso una delle caratteristiche fontane pubbliche nel nostro centro storico : ‘a fundænë  ‘i San Gësèppë”.

In pose near one of the typical public fountains in our old town centre: ‘a fundænë  ‘i San Gësèppë” (the saint Joseph’s fountain).

Ora riempiamo u gùmmëlë.

Now let’s fill the gùmmëlë.

Ecco i caratteristici costumi dei nostri nonni e, rispettivamente,u gummëliĉĉhјë,‘a langèllë” ,u gùmmëlëe ù varrilë .

Here are the typical costumes of our grandparent’s and, respectively, the gummëliĉĉhјë  (the small jar), thelangèllë” ( the jug ) ,the gùmmëlë” ( the big jar) and the varrilë ( the barrel).

Mario e la classe 4^B – Scuola Primaria “A. Ciancia” – Francavilla in Sinni (PZ) – Italia

 

In this way we make the olive oil! Così facciamo l’olio di oliva! May 28, 2008

Filed under: Typical activities — Mario @ 4:57 pm
Qualche notizia sulla pianta/ Some news about the plant
In giro per i frantoi /Around the oil mills 
Visiting oil mills 1          

  Venerdì 7 dicembre, gli alunni della classe 4^B dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco”  hanno compiuto una visita didattica al Frantoio “De Marco”. La visita era stata programmata da tempo ed ha dato inizio al progetto “Così facciamo l’olio” inserito nell’attività di partenariato  che da alcuni anni la nostra scuola porta avanti. La visita ha avuto inizio alle ore 15.00 e termine alle ore 16.00. Gli alunni, accompagnati dagli insegnanti di classe sono stati accolti dal proprietario del frantoio che si è messo a loro disposizione  illustrando le varie fasi di lavorazione e i diversi processi necessari all’estrazione dell’olio dalle olive. Ha spiegato inoltre il compito delle macchine presenti nello stabilimento ed ha risposto  con competenza, unita a grande disponibilità, alle domande che i ragazzi gli hanno rivolto. L’esperienza diretta dei processi di lavorazione e i macchinari presenti nello stabilimento hanno interessato molto i ragazzi che lo hanno dimostrato sia con le domande , precise e pertinenti, che hanno rivolto al frantoiano, sia con le discussioni che si intavolavano tra i vari gruppetti, sia nella discussione collettiva seguita al rientro nella classe. La visita è stata documentata sia con numerose fotografie scattate sul posto, sia con la registrazione dell’intervista rivolta al signor De Marco. L’attività proseguirà con un’altra visita da fare al frantoio “Gioia”, prevista per il giorno 11 di questo mese, per mettere a confronto due diversi modi di molire le olive, con i lavori da svolgere a scuola per conoscere la storia dell’olio e le zone di coltivazione dell’olivo, con una indagine condotta tra gli anziani per conoscere il modo di produrre l’olio prima dell’avvento delle macchine moderne, ed infine con un’esperienza diretta, eseguita dai ragazzi a scuola, con il tentativo di estrarre l’olio con mezzi più a portata dei bambini.

 On Friday 7th December the pupils of the class 4 B from the Istituto Comprensivo ”Don Bosco”  have had a didactic visit at the “De Marco” oil mill The visit had been planned some time ago and has started  the project “ We make oil in this way!” included into the partnership activities that our school has been promoting. The visit started at 3.00 and ended at 4.00.The children accompanied by the  class teachers have been received by owner of the oil mill that put himself at their disposal illustrating the different  oil working phases and the different  processes that are necessary for the oil extraction from the olives. He also explained the usage of the machines  that are in the factory and answered  the children questions with  authority linked to a big helpfulness .The direct experience with the production processes and with available machines in the factory interested a lot the children who shown that whether through the questions, precise and pertinent,  that they  asked the  oil mill owner or through the  begun discussions  among the many little groups, or through the sequential collective discussion when we came back to the classroom. The visit has been documented  whether by many photos taken on the place, or by the recorded interview  addressed to Mr. De Marco. The activity will go on with another foreseen visit to do to “Gioia” oil mill on the11th of the current month, to compare two different ways to process the olives, with the school works about the knowledge of  the oil history and the olive cultivation areas, with a survey to do among  the elderly to know the old oil production way before the advent of the modern machines, and, finally, with a direct experience, done by the children at school, with the attempt to extract oil with tools within children’s reach.

  Visiting oil mills 2 

 
 

Lo scorso 11 c.m. gli alunni della classe 4^B della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” hanno effettuato la visita al frantoio “Gioia-Morelli”. E’ stata una visita interessante che ha coinvolto molto gli alunni,  perché già a conoscenza dei metodi di lavorazione delle olive, avendo già visitato il frantoio “De Marco”, ma soprattutto perché hanno potuto confrontare i diversi metodi di lavorazione e vedere passo passo il cammino delle olive dalla tramoia alla molazza, al torchio, al separatore ed infine nei contenitori e da qui alla pesa. Già, perché il frantoio “Gioia-Morelli”, a differenza del frantoio “De Marco”, che è completamente automatico, è un frantoio meccanico tradizionale, con le ruote che girano sulla molazza, con la pasta delle olive che viene messa nei diaframmi ( in sostituzione degli antichi fiscoli), con le presse idrauliche che schiacciano la pasta e con la presenza di alcuni lavoratori che dirigono e completano manualmente il lavoro delle macchine. Gli alunni hanno immediatamente notato la differenza dei due frantoi, anche per la presenza all’interno del locale di un grande cumulo di sansa  che nell’altro veniva depositato meccanicamente al di fuori del locale stesso e che rendeva scivoloso il pavimento costringendoli a camminare  guardinghi. Si sono soffermati incuriositi dal movimento delle ruote che giravano instancabili sulla molazza schiacciando le olive, e dal solerte lavoro degli operai che impilavano i diaframmi, carichi di pasta, sul carrello, che poi veniva spinto sotto la pressa idraulica che sostituisce l’antico torchio manovrato dalle braccia degli uomini. Dopo aver osservato con crescente interesse i vari processi, hanno rivolto numerose domande al giovane proprietario che ha soddisfatto la loro curiosità con cortese sollecitudine. Infine,con le scarpe sporche di olio e di sansa, con qualche conoscenza in più e con in testa una domanda che non avevano osato porre al giovane imprenditore ( Per quale motivo in questo frantoio non lavate le olive prima di metterle nella molazza?), sono rientrati a scuola giusto in tempo per evitare un furioso acquazzone che subito dopo si è abbattuto sul nostro paese

Last 11th c.m. the children of the class 4B of the primary school of the Istituto Comprensivo “Don Bosco” visited the “ Gioia – Morelli” oil mill. It was an interesting visit that involved very much the children because they already had the knowledge of the different olive working processes , as they had already visited the “De Marco” oil mill, but especially because they could compare different way of oil production processes and see step by step the olives journey from the hopper, to the millstone, to the press, to the decanter and finally to the containers and from here to the weighing machine. Yes, because the “Gioia-Morelli” oil mill, instead of the “De Marco” oil mill,  that is completely automatic, is a traditional mechanical oil mill, with the wheels  that turn  on the millstone, with the olive paste that they put into the diaphragms ( in replacement of the ancient “fiscoli”), with the hydraulic presses that mash the paste and with the presence of some workers that guide and complete by hand the machines work. The children noticed in a spot the difference between the two oil mills, also for the presence inside the room of a big  husk heap that  in the other one was put down mechanically outside the same room and that made the floor slippery allowing them to walk  cautious. They fixed their attention  made curious about  the wheel s movement  that turned tireless on the millstone crushing the olives, and about the diligent work of the workers that piled up the diaphragms, full of paste, on the trolley, that then they pushed under the hydraulic press that replace the ancient press handled by the men arms. After looking  with growing interest  the many processes , they asked  many questions to the young owner who satisfied their curiosity  with friendly promptness. Finally, with their shoes dirty of oil and husk, with some more knowledge and  with  a question  that they didn’t dare to ask the young entrepreneur in their head ( Why in this oil mill don’t you wash the olives before putting them into the millstone?) they came back to school just in time to avoid a furious storm that immediately afterwards  hit our town.

Facciamo l’olio a scuola!/ Let’s make the oil at school!

Let\’s make the oil at school!

 

Le visite ai frantoi sono state molto interessanti: i ragazzi hanno osservato con grande partecipazione  il lavoro nelle sue varie fasi, hanno rivolto domande pertinenti e chiarificatrici ai frantoiani, hanno discusso animatamente tra di loro ed hanno svolto con grande entusiasmo i lavori di conclusione all’interno della scuola. Quando tutto sembrava concluso, un bambino mi ha rivolto la domanda che  mi aspettavo e che stavo per sollecitare: Maestro, l’anno scorso abbiamo fatto il vino e il sidro, ora perché non facciamo l’olio? Gli altri alunni hanno accolto con entusiasmo l’invito del compagno e così ci siamo messi subito al lavoro: abbiamo cominciato a discutere su come organizzarci, su cosa ci occorreva per simulare le varie fasi, su cosa portare a scuola, su chi, sul come, sul quando e così via. È stato deciso anche di documentare il lavoro fotograficamente e di farne partecipi gli alunni inglesi del nostro partenariato.Quando gli alunni hanno portato a scuola una quantità sufficiente di olive e gli attrezzi ritenuti utili alla bisogna, abbiamo cominciato il lavoro seguendo passo passo il procedimento osservato durante la nostra visita ai frantoi. Un gruppo ha lavato le olive, un altro gruppo le ha snocciolate ( si è deciso di snocciolarle non avendo la possibilità di frantumare i noccioli), un altro ancora le ha rese in poltiglia utilizzando un frullatore ed infine un altro gruppo ha cercato di pressare la pasta infilata in sacchetti di stoffa con un piccolo torchietto ( lo stesso utilizzato per fare il vino). Ha cercato, ma senza riuscirci: le maglie della stoffa erano troppo fitte per cui il liquido molto denso non riusciva a filtrare. Presa coscienza del problema ed individuata la soluzione ( fare dei sacchetti con della stoffa a trama larga), abbiamo rimandato il lavoro al giorno successivo quando finalmente siamo riusciti a condurre a termine l’operazione. Il risultato è stato un liquido molto denso che avrebbe avuto bisogno di essere centrifugato. Non avendo però la possibilità di farlo, abbiamo deciso di ricorrere al procedimento della decantazione e pertanto di  depositarlo in un recipiente di vetro e di  conservarlo in un armadio per un periodo di tempo  sufficiente allo scopo. L’olio che otterremo non sarà certamente dei migliori e non ci sogneremo neanche di utilizzarlo, ma lo scopo che ci eravamo prefissi è stato raggiunto: i ragazzi hanno saputo mettere in pratica i procedimenti osservati organizzandosi, progettando, utilizzando attrezzi di vita quotidiana e sapendo superare gli imprevisti senza abbattersi ma riprogettando il loro lavoro
 
 The visit at the oil mills has been very interesting : the children looked at the work in the its various phases with big participation, made  pertinent and explaining questions to the oil mill owners, discussed animatedly each others and made with much enthusiasm the concluding works at school. When everything seemed completed a child asked me a question I was waiting for  a time and I was pressing for: “Teacher, last year we made the wine and the cider, why we don’t make the oil now?”. The other children agreed with enthusiasm the mate’s invite and so we began to work soon: we start to discuss about how organizing, about what we needed to simulate the various phases, about what to bring at school, about who, about how , about when and so on. We decided to document  the work with photos and to let the English pupils of our partnership take part in it. When the children had brought at school a sufficient quantity of olives and the tools we considered useful at the need we started the work following step by step the working process observed during our visit at the oil mills. A group washed the olives, another one left the olive- stones ( as we hadn’t the possibility  to press and crush the olive- stones we decided to leave them from the olives), another one blended them with an electric blender and finally another group tried to press the paste inserted in a little  cloth bag using a little press (the same one we had used to make wine). they tried, but without can do it: the stitches were too tight so the too thick liquid couldn’t filter. Conscious of that and found the solution ( making  little bags with some large stitch cloth) we postponed the work till the next day when finally we could to complete the operation. The result was a very thick liquid that would have needed to be centrifuged. But as we hadn’t the possibility to do it, we decided to have recourse to the decanting process and for that to pour it into a glass container and keep it  in a cupboard for a period of time sufficient for the purpose.The oil we’ll obtain surely won’t be among the best ones and neither we won’t dream to use it, but the aim we set has been reached: the children could have practiced the observed processes organizing themselves, planning , using daily life tools and getting over the unforeseen events without going down but planning again their work.

 

 Le musiche che accompagnano le foto nelle presentazioni sono tipiche dei nosrti luoghi:  “Quadriglia”e “Tarantella”( in due diverse versioni).
The music that accompany the photos in the presentations are typical of our places: “Quadriglia” and “Tarantella”( in two different versions).

Classe 4^B-Scuola primaria “A.Ciancia”-Francavilla in Sinni (PZ)-Italia

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

In this way we make the cider! / Così facciamo il sidro!

Filed under: Typical activities — Mario @ 4:51 pm

ATTIVITÀ TRADIZIONALI AUTUNNALI DELLA NOSTRA REGIONE :

IL SIDRO DI MELE

Nella nostra regione, prevalentemente montuosa e collinosa, vi sono molte piante di mele dalle quali si può ricavare il sidro. Anche nel nostro paese, situato su una piccola collina, molte persone in autunno si dedicano a questa attività. Quest’anno abbiamo provato, durante l’ora di Scienze, a produrre il sidro a scuola. Abbiamo documentato le fasi del nostro lavoro in questa presentazione:

 

AUTUMN TRADITIONAL ACTIVITIES IN OUR REGION: THE APPLE CIDER

In our region, mostly mountainous and hilly, there are many apple trees from which fruit you can make cider. Also in our town, situated on a little hill, in autumn many people are engaged in this activity. This year we tried, during our Science lesson, to make the cider at school. we have documented the phases of our work in this presentation:

 

le-mele-ed-il-sidro

 

 

              

 

             

 

               

 

              

Video

 


Mario e la classe 4^B- Scuola Primaria “A. Ciancia”-Francavilla in Sinni (PZ)-Italia

 

LA VINIFICAZIONE NEL NOSTRO PAESE/ THE WINE-MAKING IN OUR TOWN March 1, 2008

 

La vinificazione nel nostro paese

Un tempo nel nostro piccolo paese c’erano delle usanze che ora tendono a sparire. Il nostro era un piccolo paese di tipo contadino, dove il tempo scorreva lento, la gente si conosceva tutta e ogni famiglia, o quasi, provvedeva a tutti i suoi fabbisogni: tra questi c’era il vino.

Quasi tutti possedevano un piccolo appezzamento di terreno ove coltivare un piccolo vigneto,piccolo ma sufficiente al fabbisogno familiare. L’uva prodotta non era di varietà rinomata, ma il vino era buono e soprattutto genuino, e ciò era dovuto principalmente alle colline del nostro paese, ben esposte e adatte alla viticoltura.

In ottobre, tempo della vendemmia, era uno spettacolo veramente eccezionale vedere tanta gente intenta alla raccolta dell’uva e alla vinificazione. Per le campagne ovunque c’era gente che vendemmiava in allegria, dai più giovani ai più anziani, per le strade che dalla campagna portavano in paese si potevano vedere file di asini,i mezzi di trasporto di allora, che portavano l’uva nelle cantine e per i vicoli si poteva assaporare il dolce profumo del mosto in fermentazione che proveniva dalle numerose cantine di tipo familiare sparse ovunque per il paese.

Poi, in brevissimo tempo, c’è stato un cambiamento quasi radicale nel modo di vivere della nostra gente: la società contadina è quasi scomparsa per cedere il posto ad una società industriale. Le numerose piccole vigne sono state abbandonate e nessuno, ad eccezione di qualche nostalgico o di qualche “intenditore”, fa più il vino.

Ora in paese le cantine non ci sono più e quelle che ancora resistono all’avanzare della globalizzazione sono l’ombra di quelle di una volta.Già perché anche da noi è arrivata la globalizzazione che rende la vita tutta uguale, da noi come in qualsiasi altra parte del mondo: tutti vestiamo allo stesso modo, mangiamo le stesse cose e beviamo lo stesso vino.

Ricordare il nostro passato è però molto importante e per questo a scuola facciamo rivivere le numerose tradizioni locali , tra cui “IL MODO DI FARE IL VINO DEI NOSTRI NONNI”

 

WINE-MAKING IN OUR TOWN

Once upon a time, in our little town there were traditions that are going to vanish. Our town was a little agricultural one, where time went away slowly, people knows each other and all the families, or almost, provided their own needs: in which there was the wine.

Almost everybody had a little piece of soil where he cultivate a little vineyard, small but sufficient for the family need. The borne grapes weren’t of high quality but the wine was good and mostly genuine, and that especially because of the hills of our town, well exposed to the sun and suited for the grape-growing.

In October, grape harvest time, seeing many grape harvesting and doing wine-making people was a very exceptional sight. Everywhere through the country there were many grape harvesting people in happiness, from the youngest to the oldest, through the streets from the country to the town you could see rows of donkeys, the means of transport at that time, that carried grapes to the cellars and in the alleys you could smell the sweet perfume of the must coming up from the many cellars situated everywhere in the town.

Then, in a very short time, there was a quite radical change in our people’s lifestyle: the peasant society is almost vanished in front of the industrial society. The many little vineyard were left, and nobody, except for some nostalgic one or some “connoisseur”, makes wine any more.

Nowadays in the town there aren’t cellars any more and the ones, that still remain, although the globalization comes, are only the shape of what they were a time. Yes, it’s so because the globalization also arrived here and makes the life all similar, here just like everywhere in the world: all the ones are dressed in the same way, eat the same things and drink the same wine.

But having memory of our past is very important, that’s why we let our many local traditions live again, among them “ OUR GRANDPARENTS’ WAY TO MAKE WINE”

OUR WINE – MAKING AT SCHOOL:

 

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Le cantine

Le cantine del nostro paese, oggi, sono soltanto l’ombra sbiadita di quelle di un tempo. Infatti le cantine presenti oggi sul nostro territorio sono poche e di scarso interesse. Sono pochi gli amanti del buon vino e, soprattutto, sono pochi quelli che apprezzano il vino genuino fatto con l’uva e con i metodi dei nostri nonni. E’ più facile e più sbrigativo comprare il vino al supermercato. Un tempo invece ognuno  produceva il suo vino,con caratteristiche sue particolari, da consumare con parsimonia e, soprattutto, da bere con gli amici attorno ad un buon fuocherello, d’inverno, o all’ombra di una maestosa quercia, d’estate. Poi c’erano le numerose cantine pubbliche, dove la gente si incontrava per parlare , discutere,giocare e, perché no, per concludere affari o per firmare un contratto, seduti ad un tavolino quadrato a quattro posti, con davanti una bottiglia di vino dal caratteristico colore rosso rubino. Entrando in una di queste cantine, soprattutto di sera, si faceva fatica a trovare un posto libero, perché a quei tempi esse erano l’unico ritrovo per gli operai. L’aria era carica di fumo, di parole sussurrate da chi stipulava un contratto o gridate da chi giocava a carte, ma soprattutto impregnata di odori vari tra cui spiccava inconfondibile quello del vino. Il cantiniere, allora si chiamava così l’oste, girava instancabile tra i tavoli, portando bottiglie piene e ritirando quelle vuote, sempre gioviale, anche quando alzava la voce per farsi sentire dai suoi clienti. E chi sa perché, me li ricordo tutti paffutelli e dal viso rubicondo: non sarà stato a causa di quel buon vino a cui ricorrevano spesso anche per incoraggiare a bere i propri clienti? Penso proprio di sì.Ricordo che c’erano poi delle cantine private di una certa dimensione che ancor oggi stupirebbero per un paesino come il nostro: c’erano botti in legno veramente eccezionali e che potevano contenere fino a 2000 litri di vino! E ce n’erano fino a quattro o cinque di queste botti! Ma il tempo passa e le consuetudini cambiano e noi ci ritroviamo a parlare, anzi a raccontare queste cose come se fossero di tanti, tanti anni fa, e invece sono passati solo pochi decenni, pochi sì, ma sufficienti a cambiare, a trasformare il modo di vivere e di pensare delle persone.Le cantine  dei nostri giorni sono piccole, con poche botti e, soprattutto, sono silenziose. Quando passo accanto a loro, la mente vola indietro nel tempo, quando ero ragazzo e non mi era permesso entrare, e mi sembra di risentire l’eco delle risate, delle imprecazioni, degli incitamenti e persino delle bestemmie che provenivano dall’interno, e una struggente e incontenibile nostalgia inonda il mio cuore .

Cellars

 Our town cellars, nowadays, are only the  pale shape of what they were a time. In fact there are not many and not interesting cellars nowadays in our territory. The good wine lovers are very little and, moreover, there are very little people tha appreciate the genuine wine made with grapes and with our granparents method. Buying wine at the supermarket is easier and hastier.  Once upon a time instead everyone made his own wine , with its own peculiaruties, for exhausting it in frugality and, moreover, for drinking it with friends around a good little fire in winter, or, under the shape of a majestic oak-tree, in summer. Then there were the many pubblic cellars, where people met themselves for chatting, discussing, playing and, why not, for striking bargains or making a contract, sat down around a four seats squared table opposite a bottle of wine with its pecular rubin red colour.  Going  in one of these cellars, especially in the night, you had difficulty in finding a  free seat, because at that time they were the only meeting place for the workers. The air was filled with smoke, with whispered words by who was making a contract or shouted ones by who was playing cards, but especially was filled with different smells from which the unmistakable wine one stood out.  The  tireless “Cantiniere”, the host was called in this way at that time, went around the tables, bringing full bottles and taking the empty ones,  he was always jolly, even when he shouted to let him heard from his clients. And who knows the why, I remember them always chubby and whit ruddy faces: won’t it have been because of  good wine to which they often resort also for encouraging heir clients to drink I just think yes Then I remember there were some private cellars of a certain dimension that even nowadays would amaze for a little town like ours: there were really special woodden barrels that could contain even 2000 liters of wine! And there were even  four or five of these barrels! But the time goes and the customs change and we find ourselves chatting, or better still telling these things as if they happened many and many years ago and instead only few decades have gone. Yes few ones, but sufficient to change, to modify  people’s lifestyle and thoughts .Nowadays cellars are small, with few barrels, and, moreover, are silently. When I pass near them, my mind flies backwards in the time, when I was a kid and they didn’t allow  me to go in, and I imagine to reheard the echo of the laughs, of the imprecations, of the incitements and even of the blasphemies that came from the inside and a haunting and uncontrollable nostalgia floods my heart!

VISITING TYPICAL CELLARS:

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     Mario e la classe 4^B – Scuola Primaria “A. Ciancia” – Francavilla in Sinni (PZ) Italia 

 

 

 

 

 

A typical Italian festivity: the Carnival/Una festività tipica italiana: Carnevale February 15, 2008

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In Italia e nella nostra regione, la Basilicata, festeggiamo Carnevale in Febbraio o in Marzo, 40 giorni prima della Pasqua per tre giorni. Domenica, Lunedì e Martedì.
Durante questa festa ci mascheriamo da streghe, principesse, Spiderman, Zorro, Biancaneve ed altri. I bambini vanno di porta in porta e ricevono caramelle, cioccolate e soldi. L’ultima sera, a mezzanotte dopo una sfilata ed una festa, bruciamo un pupazzo fatto con vecchi vestiti, che rappresenta Carnevale, su un falò proprio come il vostro ” Guy”. Durante questi giorni , fra le altre cose, si mangiano un sacco di polpette.

In Italy and in our region, Basilicata,we celebrate Carnival in February or in March, 40 days before Easter for three days: Sunday, Monday and Tuesday.
During this festivity we put on masks like witches, princesses, Spiderman, Zorro, Snow-white and others.
Children go door to door and receive sweets, chocolates and money. The last night, at midnight, after a parade and a party, we burn a puppet made with old clothes, that represents Carnival, on a bonfire just like your “Guy”. during these days, with the other things, we eat a lot of meatballs.

Claase 4^B- Scuola Primaria “A. Ciancia”- Francavilla in Sinni (PZ)

 

 
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